E' arrivata la prima nuvola, a raffreddare gli entusiasmi espressi dall'industria discografica nei confronti del “negozio” di musica digitale della Apple, lanciato un paio di settimane fa con risultati immediatamente superiori alle attese (vedi News). Diversi possessori di computer Macintosh, cui il servizio è per ora destinato in esclusiva, sono riusciti a superare i vincoli al file sharing e alla copia di canzoni imposti dal programma (che consente in teoria di trasferire le canzoni scaricate a pagamento su non più di altri due pc collegati in rete in ambiente domestico), riconfigurando il software di riproduzione iTunes 4 in modo da poter accedere senza limiti alle collezioni musicali di altri utenti e navigare liberamente alla ricerca di musica in rete; né più né meno come succede con i siti di file sharing “fuorilegge” che le case discografiche combattono con tutti i mezzi legali e tecnologici a loro disposizione. Sul Web, anzi, sono già sorti diversi motori di ricerca e siti che spiegano come entrare in contatto con altri internauti in possesso di liste di canzoni e come fare per copiarle: operazioni che, prima dell'introduzione della nuova versione (4) dell'iTunes risultavano assai più difficoltose ai possessori di computer Mac di quanto fossero per chi impiega programmi Windows (cui si appoggiano tutti i principali servizi di condivisione dei file). <br> Mentre la Apple, per il momento, tace, i discografici hanno reagito con prudenza alla notizia, sottolineando in linea di massima che i risultati di vendita conseguiti dallo “store” digitale sono più importanti delle, per ora limitate, azioni di hackeraggio. “C'è un buco nel sistema di sicurezza che deve essere chiuso”, ha ammesso però un portavoce della National Music Publishers Assn, l'organizzazione di categoria americana che rappresenta gli interessi degli editori musicali. “Non so se la Apple lo possa fare” ha aggiunto, “ma spero che prendano immediatamente le misure necessarie ad affrontare la questione”. <br> Il rischio, insomma, è che i Mac dei clienti dell'iTunes Music Store si trasformino in tanti juke-box a libero accesso per tutti gli utenti della rete. Rob Lockstone, un ingegnere informatico di Los Gatos, California, è uscito allo scoperto, spiegando di avere allestito un sito chiamato iTunes Database proprio per consentire a chiunque di ascoltare le canzoni acquistate dal sito Apple e archiviate nei computer dei singoli utenti Ma poi ha fatto marcia indietro, spiegando di “non potere, in tutta coscienza, continuare a fornire un servizio che facilita il furto di materiale protetto da copyright”. Non tutti, però, si sono fatti prendere dagli stessi scrupoli.