L'industria discografica continua a esercitare forti pressioni su Google, ritenuta colpevole di interventi poco efficaci contro i siti e i link pirata che infestano i risultati elencati dal suo motore di ricerca. E un dato statistico che fornisce immediata evidenza di questo pressing è il numero di richieste di rimozione di contenuti pirata che raggiungono periodicamente la società di Mountain View, e che quest'ultima rende pubblico attraverso la sua policy improntata alla trasparenza: solo nella settimana compresa tra il 23 e 29 settembre, riporta il sito TorrentFreak, le domande sono state più di 5,3 milioni, una cifra che infrange di oltre 560 mila unità il record precedente e che si traduce nella cancellazione dagli indici di Google di più di otto URL al secondo. In cima all'elenco dei detentori di diritti più solerti nell'intervenire si collocano sempre la BPI e la RIAA, associazioni nazionali dei discografici britannici e americani, rispettivamente con 1,3 milioni e 751 mila notifiche. Cambiano, però, i siti presi di mira: in cima alla lista dei più bersagliati compaiono ora il sito di file-hosting ZippyShare (922.946 le richieste di rimozione di URL avanzate da 830 diversi detentori di diritti) e i siti di linking Dilandau e BeeMP3, seguiti dai più noti FilesTube e Rapidgator.