La Universal Music ha commissionato alla società di consulenza aziendale MIdiA Insights & Decisions Acts un'analisi - battezzata "Building the New Business Case for Bundled Music Services" - incentrata sulle strategie delle telco in merito ai loro servizi musicali. Il passaggio dal consumatore che scarica la musica a quello che utilizza lo streaming è uno dei punti cruciali nell'analisi del mercato musicale, sin dall'avvento dell'iTunes Music Store. Prima dei servizi in streaming le telco cercavano in ogni modo di competere con i device del colosso Apple. Ma i servizi in abbonamento hanno rivoluzionato la situazione, grazie a una robusta serie di partnership strategiche che hanno portato alla creazione di circa 50 nuove collaborazioni tra società di telecomunicazione in tutto il mondo. Ad oggi il 40% dei fruitori di musica in streaming paga il servizio, e il fatturato è salito a 1,2 miliardi di dollari nel 2012. Uno dei punti cruciali sottolineati dallo studio, è quello di porre i servizi musicali al centro della propria strategia d'impresa e non nel mezzo della lista dei target. E ancora, quello di permettere ai consumatori di disporre di offerte promozionali gratuite e a tempo limitato sulle quali fare le debite valutazioni. Secondo l'analisi dei dati di mercato infatti, la metà delle promozioni della durata di un mese si trasformano in abbonamenti allo scadere del periodo di prova. La soddisfazione del cliente per il servizio musicale offerto da una società lo porterà a interessarsi anche delle altre proposte della telco; su un piano prettamente ideale, i benefici derivanti dall'ascolto di musica si ripercuotono positivamente sul marchio, trasformando l'appagamento in fiducia e continuità da parte dell'utente ultimo.