Si moltiplicano sul mercato, per iniziativa della discografia, i supporti misti che contengono file MP3 accanto alle tradizionali tracce CD audio. A testare la formula ibrida sono ora due indies importanti come Palm Pictures e Mute: l’etichetta di Chris Blackwell ha inserito una canzone disponibile solo nel formato compresso sull’album “Sunlight makes me paranoid” dei newyorkesi Elefant; la casa inglese ha fatto di più includendo 16 tracce in doppio formato e 12 soltanto in versione MP3 su una doppia compilation di musica techno. Non si tratta, hanno spiegato i responsabili delle due case discografiche, di una resa incondizionata alla pirateria digitale, ma piuttosto di sano pragmatismo e di un tentativo di venire incontro alle esigenze e ai comportamenti dei consumatori di musica. “Sappiamo che i fan convertono le canzoni in MP3 per ascoltarsele sui loro lettori portatili”, ha spiegato al New York Times il direttore marketing della Palm Dan Cohen. “Tanto vale dargli qualcosa che è di alta qualità e che è approvato dagli artisti. E se poi si scambiano le canzoni tra di loro, beh, speriamo che gli piacciano abbastanza da comprarsi il disco”. L’idea, pare, attira anche i dj: molti dei quali, secondo Seth Hodder della Mute, cominciano a sostituire i vecchi mix in vinile con software di mixaggio live come Final Scratch e Traktor.