Un servizio pubblicato sul New York Times sembra dare conferma delle voci circolate nelle scorse settimane: per tentare la scalata al ramo “entertainment” di Vivendi Universal (che include, sia pure non formalmente, la casa discografica Universal Music, di sua proprietà fino a tre anni fa), l'imprenditore canadese Edgar Bronfman Jr. si è assicurato un consistente appoggio finanziario da parte del padre e di importanti investitori istituzionali come Thomas H. Lee Partners e Blackstone Group (quest'ultimo possiede già il 50 % dei parchi di divertimento Universal). <br> La cordata, che comprenderebbe anche Cablevision Systems, Merrill Lynch e Wachovia Securities, avrebbe già messo insieme tra i 3 e i 4 miliardi di dollari di denaro contante: quanto basta, secondo il NY Times, per iniziare ad intavolare una trattativa seria con i vertici della multinazionale francese. Intanto, un gruppo guidato dalla stessa Wachovia avrebbe già garantito un prestito di altri 9 miliardi di dollari. Per mettere le mani sul prezioso (malgrado la crisi dei mercati) patrimonio Vivendi, Bronfman dovrà fare i conti con la concorrenza di MGM, NBC, Viacom, Liberty Media e Marvin Davis, alcuni dei quali (vedi News) sono tuttavia interessati solo ad alcuni pezzi del catalogo: il valore dell'intero “pacchetto” – casa discografica, studi cinematografici, parchi di divertimento, canali TV – è valutato attualmente intorno ai 20 miliardi di dollari (vedi News).