Nessuna sorpresa, e un senso di malcelata soddisfazione per la piega che sta prendendo una vicenda che da sempre è motivo di scontro e di tensione tra industria discografica, Rai e Comune di Sanremo. Così la discografia italiana reagisce alla notizia degli arresti cautelari e degli avvisi di garanzia che dalle prime ore di oggi, venerdì 13 giugno, coinvolgono amministratori locali, ex dirigenti Rai, organizzatori e membri “eccellenti” della giuria dell'Accademia della Canzone collegata al festival. <br> “La questione si commenta da sola” secondo Enzo Mazza, direttore generale della FIMI. “Condividiamo l'operazione della magistratura e della Guardia di Finanza perché, come abbiamo sempre sostenuto, sui meccanismi di selezione del festival deve essere fatta la massima chiarezza e trasparenza. Per dirla con una battuta: Comune e Rai ci hanno sempre portato un pesce che puzzava in tavola, e noi siamo stati costretti a digerirlo malvolentieri”. "Dell'Accademia della Canzone ho sempre avuto un'opinione negativa”, gli fa eco Piero La Falce, presidente e amministratore delegato di Universal Music. “L'ho sempre vissuta come un'invasione di campo. La discografia lavora tutto l'anno per preparare con cura i suoi nuovi progetti, e poi si vede sottrarre posti preziosi nella manifestazione più importante dell'anno per far spazio ad artisti 'inventati' da organizzazioni che con l'industria non hanno nulla a che fare. E' uno dei motivi che hanno portato a indebolire la qualità delle proposte del Festival di Sanremo, e a farlo diventare quel che è diventato: una specie di corrida di dilettanti allo sbaraglio”. <br>