Mentre la notizia relativa ad un imminente accordo tra Vivendi e Apple Computer per quanto riguarda la cessione della casa discografica Universal Music, circolata la settimana scorsa nella City londinese, non trova per il momento ulteriori riscontri (vedi News), la stampa americana aggiunge nuovi dettagli alla saga che ha per protagonista la major musicale più potente del mondo e i suoi destini futuri. <br> Secondo il solito New York Post, che non fa menzione della Apple di Steve Jobs nei suoi ultimi reportage, sarebbero ora tre i pretendenti dichiarati ad Universal Music, tra i sei candidati fattisi avanti per acquistare la divisione entertainment della multinazionale francese: a Edgar Bronfman Jr. e a Marvin Davis, che da tempo hanno resa pubblica la loro volontà di impossessarsi della casa discografica di Eminem e U2 (vedi news), si sarebbe aggiunta negli ultimi giorni la Liberty Media di John Malone, potente corporation con interessi nei settori dei media elettronici, della banda larga, della telefonia e della televisione (controlla canali come Discovery Channel). Il magnate americano, dopo aver dato un'occhiata ai bilanci, si sarebbe convinto della convenienza dell'affare e avrebbe già incontrato, a Los Angeles, alcuni dirigenti della major per discutere dell'eventualità. Fino ad ora Malone aveva mostrato esplicito interesse per la sola divisione entertainment di Vivendi Universal, che include TV, cinema, parchi di divertimento ma non le imprese del gruppo che operano nel settore discografico e musicale.