Cinque anni fa, ricorda Alex Pham su Billboard, le case discografiche minacciavano di portare in tribunale chi usava la loro musica senza permesso su YouTube, adattandola a colonna sonora dei propri filmati "familiari"; ora, invece, incoraggiano il pubblico a utilizzarla cercando il modo di guadagnare dal cosiddetto "user generated content". Tra le società, sempre più numerose, che operano nel campo della "monetizzazione" del video online si segnala da qualche mese Audiam, specializzata in un repertorio di cover e promotrice di un test che per un mese soltanto (febbraio 2014) garantirà l'intera quota dei ricavi pubblicitari destinati ai detentori dei diritti proprio al pubblico che deciderà di usare il repertorio da essa messo a disposizione. Per la promozione, spiega il co-fondatore di Audiam Jeff Price, saranno disponibili inizialmente più di 2.000 canzoni, destinate ad aumentare di numero man mano che nuovi clienti aderiranno al programma; tra gli artisti coinvolti nell'iniziativa figurano anche nomi famosi come Jason Mraz. Pham osserva che dal momento che YouTube paga spesso non più due dollari e mezzo ogni mille click, è improbabile che gli utenti che decideranno di approfittare dell'offerta avranno occasione di arricchirsi. Ma non è questo, ovviamente, l'obiettivo a lungo termine di Audiam, che mira all'interesse dei propri clienti: "Per gli editori, gli artisti e le etichette che lavorano con noi", spiega Price, "la nuova offerta significa la possibilità di guadagnare più denaro su YouTube intrattenendo rapporti con i fan e ricompensandoli ogni volta che usano la loro musica".