Scottati dal crollo delle vendite di CD singoli (calate di oltre un terzo rispetto all’anno scorso, vedi News), i discografici inglesi cercano di correre ai ripari studiando soluzioni alternative. Ha cominciato la EMI, che da settembre ritenterà la strada dei singoli a due tracce e a prezzo ridotto (1,99 sterline al dettaglio) proprio nel tentativo di ravvivare un mercato stagnante. La major inglese insisterà anche su due altre fasce di prezzo (2,99 sterline per i CD a tre tracce, una delle quali eventualmente in formato Dvd; 3,99 per i titoli degli artisti più popolari e da classifica), cercando di garantire anche la costanza temporale di prezzo in collaborazione con i punti vendita (che in cambio incassano una riduzione nei prezzi di listino del catalogo). <br> L’amministratore delegato Tony Wadsworth ha aggiunto che la casa discografica sta anche rivalutando l’intera questione delle finestre temporali esistenti tra anteprime radiotelevisive e distribuzione nei negozi dopo avere constatato, sulla base di diverse ricerche di mercato, che esiste “una linea sottile tra l’incoraggiare l’interesse all’acquisto o bruciarlo del tutto”: questione, quest’ultima, particolarmente sentita dopo che recenti sondaggi (fonte Music Control) hanno rivelato che pezzi come “Crazy love” di Beyoncé superano o sfiorano i 100 passaggi settimanali sulle principali TV musicali inglesi. <br> Contemporaneamente alla EMI, anche il gruppo indipendente Beggars ha studiato una nuova strategia sui singoli che prevede la pubblicazione, a partire già da questo mese, di prodotti più ricchi nel contenuto, con materiale video, bonus tracks e grafica scaricabile da Internet.