Philips e Sony, inventori e detentori del brevetto del CD audio, non turbano il mercato e la concorrenza quando cedono ad altre fabbriche, dietro compenso, i diritti di utilizzo della tecnologia che hanno lanciato congiuntamente nei primi anni ’80. Lo ha deciso la Commissione Europea, chiamata ad esprimersi sulla questione dopo le denuncie depositate da alcuni duplicatori di compact disc che nel 2000 avevano lamentato la scarsa trasparenza delle condizioni del contratto e il pagamento di royalty a loro dire troppo elevate rispetto al valore corrente delle licenze. A quelle rimostranze Philips e Sony avevano risposto modificando le clausole del contratto standard di licenza, che copre i loro brevetti in campo CD audio ma anche CD ROM, CD testi e CD Extra: e le nuove condizioni, ha concluso la Commissione, sono in regola con le norme che tutelano la concorrenza nell’Unione. <br> “L’intero pacchetto proposto da Sony e Philips fa in ultima analisi gli interessi dei duplicatori, che possono avere accesso a questa tecnologia essenziale a condizioni ragionevoli e pagando royalty che sono in linea con il valore corrente della licenza e del prodotto”, ha detto il portavoce della CE Tilman Lueder. Secondo le autorità comunitarie, dunque, la sussistenza di un’alleanza tecnologica tra la società olandese e quella nipponica rappresenta tuttora un vantaggio per le imprese del settore così come per i consumatori.