Respingendo il ricorso presentato a fine novembre da Nuovo Imaie, il Tribunale di Roma ha dato il via libera alla distribuzione di 20 milioni di euro raccolti dal Consorzio Fonografici SCF sotto forma di "diritti connessi" spettanti agli interpreti esecutori in merito alla pubblica diffusione di musica registrata. Il Nuovo Imaie, successore di quell'Imaie che gestiva in regime di monopolio l'intermediazione dei diritti connessi per conto degli artisti, aveva richiesto il blocco cautelare dei pagamenti ritenendo che le iniziative assunte dalla SCF non fossero "in linea con lo spirito della legge sulla liberalizzazione" e prospettando il rischio che le somme potessero essere erogate a intermediari diversi da quelli scelti dagli artisti. Ma il giudice Giuseppe Cricenti della Nona Sezione del Tribunale Civile di Roma ha ritenuto diversamente, giudicando legittimo l'accordo siglato tra la stessa SCF e Itsright, società nata nel 2010 e che rappresenta circa 900 musicisti tra cui Claudio Abbado e Salvatore Accardo, Jovanotti ed Elio e le Storie Tese oltre a - tramite i loro agenti - pop star internazionali come Beyoncé, i Red Hot Chili Peppers, i Metallica, Bryan Adams e i Bon Jovi). "Siamo finalmente pronti a dimostare che la concorrenza è solo a vantaggio degli artisti, distribuendo agli aventi diritto i compensi che Nuovo Imaie ha cercato in tutti i modi di congelare nel tentativo, di fatto, di riaffermare la propria posizione di dominio sul mercato", ha commentato il presidente di Itsright Gianluigi Chiodaroli. "Credo che gli artisti, dopo 30 anni di gestione disastrosa dei loro compensi da parte di Imaie, ne abbiano veramente abbastanza", ha aggiunto. "Ci siamo assunti l'impegno di cambiare le cose e abbiamo ottenuto una legge che rende liberi gli artisti di scegliere e giudicare. Ora si tratta di far rispettare questa legge, di lavorare seriamente gestendo in maniera professionale e trasparente i compensi per i diritti connessi. E' questo che gli artisti si aspettano dagli intermediari di diritti". Anche Enzo Mazza, presidente di SCF, ha commentato la sentenza: "Siamo soddisfatti della decisione del giudice che ha accolto le nostre posizioni riconoscendo la legittimità delle azioni poste in essere da SCF e Itsright per dare attuazione alle liberalizzazioni nel settore degli artisti sbloccando le somme di competenza degli artisti interpreti, che potranno così essere ripartite agli aventi diritto".