Mentre le vendite di supporti musicali, cd e download, ristagnano a livello mondiale (+ 0,2 % nel 2012, comunque primo anno di crescita dopo la crisi iniziata nel 1999), l'industria discografica punta sempre più su fonti alternative di ricavo. Tra queste assumono importanza crescente i cosidetti "performance rights", i diritti derivanti dalle licenze di pubblica diffusione di musica registrata in radio, in tv e nei locali pubblici che nel 2014 - secondo uno studio effettuato da Deloitte - supereranno per la prima volta i 600 milioni di sterline (oltre 721 milioni di euro). La società di certificazione avanza anche la stima che la cifra possa raddoppiare negli anni a venire, diventando il maggiore motore di crescita del settore. "Gli introiti generati dai diritti di pubblica esecuzione possono sembrare modesti, ma per l'industria musicale sono significativi dal momento che si traducono per la maggior parte in utili netti", spiega Deloitte. Il lead media partner della società, Neil Allcock, aggiunge che 600 milioni di steline "possono sembrare insignificanti in relazione ad altre parti del settore della tecnologia, dei media e delle telecomunicazioni, ma per un'industria da 10 miliardi di sterline fanno la differenza". "I diritti di pubblica esecuzione, che possono essere raccolti da società di qualunque dimensione, dai bar come dai broadcaster, dovrebbe continuare a crescere nei prossimi anni e diventeranno probabilmente il segmento a più rapida crescita dell'industria", conclude Allcock. "Nel tempo i ricavi dovrebbero raggiunge la cifra di 1,2 miliardi di sterline, anche se al momento è difficile dire quando questo avverrà".