Dalla kermesse sanremese, com'è stato ampiamente pubblicizzato, sono uscite sbattendo la porta principale: ma non è ancora detto che le major discografiche non ci rientrino usando l'entrata di servizio. E' quello che spera il neonominato direttore artistico della manifestazione, Tony Renis (vedi News), che voci di corridoio danno impegnato in questi giorni in un intenso giro di telefonate e di colloqui con i “boss” che stanno a capo delle cinque sorelle della discografia multinazionale, BMG, EMI, Sony Music, Warner Music e Universal: la sua missione, naturalmente, consiste nel tentare di convincerli a fare marcia indietro in extremis, dando l'agognato benestare alla presenza dei loro preziosi artisti sul palco dell'Ariston. <br> Due i nodi cruciali, tuttora irrisolti, della vertenza. Il mancato rimborso delle spese sostenute dalle aziende nel corso della passata edizione della manifestazione (ostacolo su cui si è impuntata l'associazione di categoria FIMI), e l'abolizione della gara tra i “big”, punto fermo del programma di Renis osteggiato però dagli amministratori della cittadina ligure (vedi News): sarebbe quella, come già si era capito, la scappatoia che permetterebbe alle case discografiche di rientrare in gioco esponendo nella vetrina del festival i loro prodotti di stagione, né più né meno come accade nelle altre trasmissioni TV (Rai e Comune ci guadagnerebbero un cartellone più appetibile anche per il pubblico televisivo, senza dover metter mano al portafogli e intavolare complesse trattative con i manager dei singoli artisti). <br> In questo scenario la FIMI resta arroccata sulle sue posizioni (e il direttore generale Enzo Mazza lo ha ribadito anche recentemente a Rockol, vedi News). Ma non è da escludere a priori che qualche casa discografica, a fronte di nuove "garanzie", da parte di Renis e dell'organizzazione, si decida a rompere il fronte del no (con quali conseguenze rispetto al suo ruolo nell'associazione sarà da vedere): una volta rotto il ghiaccio, è facile immaginare che neanche le altre accetterebbero di stare a guardare. A quel punto, Sanremo avrebbe altre chances di incrementare (forse) gli ascolti e di alimentare (sicuramente) nuove polemiche.