Mentre gli occhi sono tutti puntati su EMI e Warner, tornano improvvisamente alla ribalta le voci di una possibile fusione tra le attività discografiche di Bertelsmann/BMG e Sony Music. Secondo il New York Post le due major avrebbero cominciato a crederci sul serio, tanto che un “merger” prossimo venturo tra le due (vedi News), a questo punto, sarebbe molto più di un'ipotesi virtuale: citando una fonte anonima a conoscenza delle trattative, il quotidiano USA sostiene che i negoziati tra le due società hanno subìto una forte accelerazione negli ultimi giorni, proprio nel tentativo di arrivare davanti alle autorità antitrust con un progetto formulato sulla carta prima che lo facciano le concorrenti EMI e Warner Music (vedi News). La maggior parte degli esperti e degli osservatori del mercato ritiene infatti che uno solo degli eventuali “merger” tra case discografiche avrebbe la possibilità di strappare il nulla osta da parte degli organi preposti alla tutela della concorrenza sui mercati internazionali. <br> Sarebbe comunque stata la tedesca BMG, reduce dal fallimento delle trattative con la stessa Warner (vedi News), a farsi promotrice di un progetto finalizzato alla costituzione di una joint venture al 50 % con Sony Music. Se questo dovesse avvenire, Sony (market share mondiale del 14,1 %) e BMG (11,1 %) metterebbero sulla bilancia un peso commerciale di poco inferiore a quello di Universal, attuale leader di mercato con il 26 % delle vendite di CD nel mondo. I problemi maggiori sorgerebbero semmai negli Stati Uniti dove, secondo le ultime rilevazioni del sistema elettronico SoundScan, la fetta di mercato globale delle due major ammonta al 29 %, una misura destinata a fare scattare gli allarmi della commissione federale per l'economia. <br> Le due società non hanno, da prassi, commentato l'indiscrezione che le riguarda. Nelle settimane passate (vedi News) il numero uno di Bertelsmann Gunter Thielen aveva confermato che la BMG aveva intrattenuto colloqui con tutte le major rivali, ma non aveva voluto fornire indicazioni su quali trattative fossero più avanzate; negli stessi giorni il capo di Sony Corporation negli USA, Howard Stringer, aveva ammesso i contatti con BMG sostenendo però che un possibile accordo di joint venture era, allo stato attuale delle cose, un'eventualità ancora remota.