La divisione musicale di Time Warner, come si sa, fa gola alla EMI ma anche ad imprenditori privati come Edgar Bronfman Jr. (vedi News). Intanto, però, continua a soffrire le penurie del mercato discografico: tanto che, da ultimi bilanci della capogruppo, ha registrato da luglio e settembre un deficit operativo di un milione di dollari, a fronte dei 22 milioni di dollari di profitto accumulati nello stesso periodo dell'anno precedente. Proprio per far fronte al crollo delle vendite di CD, la società americana prevede l'iscrizione a bilancio di oneri straordinari fino a 1,6 miliardi di dollari per l'ultimo trimestre dell'anno. <br> Nel complesso, Time Warner (che ha ormai ufficialmente abbandonato la sigla AOL, vedi News) ha comunque migliorato i suoi risultati trimestrali tra luglio e settembre: nel periodo, i ricavi globali del gruppo sono saliti da 57 a 541 milioni di dollari (fatturato in crescita del 4 %, 10,3 miliardi di dollari) grazie ai profitti conseguiti dalla casa cinematografica e home video Warner Bros. (con campioni del botteghino come “Matrix reloaded”), dai network TV e dai sistemi via cavo.