Bocche cucite sui superospiti, italiani ed internazionali, musicali e non, destinati a verniciare di “glamour” le cinque serate del festival di Sanremo edizione 2004. Nessuna indiscrezione sui nomi dei quattro “saggi” che, accanto a Tony Renis, faranno parte della commissione artistica incaricata di selezionare canzoni e cantanti (almeno 60) candidati alla gara. Riserbo assoluto sul conduttore o i conduttori dello show (Del Noce, direttore di RaiUno, conferma solo il no alle “staffette” e smentisce trattative in corso con personaggi di area Mediaset). Unica conferma alle voci circolate nei giorni scorsi: la proposta inoltrata a Bruno Vespa di condurre il Dopofestival, allestendo per l’occasione una serie di edizioni speciali del suo “Porta a porta” (idea che piace ai dirigenti Rai e anche a Renis, “perché eviterebbe il gioco al massacro degli artisti che si è verificato gli anni precedenti”). <br> Nessuno scoop, insomma: al teatrino del Casinò di Sanremo, ieri (martedì 11 novembre), si è parlato, come da copione, del regolamento del prossimo festival e di poco altro. Con Renis, naturalmente, nelle vesti di gran mattatore. “Sono emozionato”, ha esordito il neo direttore artistico, “ma convinto del mio progetto. Voglio che questo torni ad essere il festival della canzone e non degli interpreti: altrimenti la nostra musica continuerà a non varcare la frontiera di Chiasso, come purtroppo accade oggi”. Di qui, spiega Renis, la scelta di Mogol e del suo C.E.T. come “garanti di qualità”. “La sua presenza è stata per me quasi una condicio sine qua non. Con lui sono sicuro di poter selezionare le canzoni e gli interpreti migliori per la gara”. Dodici, almeno, ma forse di più: “Dipende dalla qualità del materiale che ci troveremo di fronte”, spiega l’artista-manager-produttore. Sarà lo stesso Renis a scegliere, a suo insindacabile giudizio, i finalisti nella rosa dei 24 ammessi (e obbligati) a partecipare ad uno stage presso il “laboratorio” umbro di Mogol, per una serie di prove ed incontri preliminari. “Sarà come un master di perfezionamento. O, se preferite, come andare in ritiro tutti insieme, come fa la nazionale di calcio per prepararsi ai campionati mondiali”. Poi, verrà il momento della competizione: aperta eventualmente anche a interpreti stranieri (purché cantino in buon italiano: Renis sta pensando anche a dei duetti) e unica, perché, spiega il direttore artistico, “big e giovani per me sono categorie senza significato, io li considero tutti artisti di pari grado. Ma la gara ci sarà, eccome, e sarà durissima”. <br> Cinque le serate in cui si articolerà la manifestazione, dal 2 al 6 marzo 2004: la prima per presentare tutte le canzoni e gli interpreti in gara, la seconda e la terza a riproporre, ciascuna, la metà del menù (ma con un piccolo assaggio dei brani non in scaletta), la quinta e finale destinata a proclamare il vincitore (o i vincitori ex aequo, novità di quest’anno). “Nessuna eliminazione”, sottolinea Renis: “E’ umiliante per gli artisti, e poi una canzone ha bisogno di ascolti ripetuti per essere valutata nel giusto modo”. Il colpo di teatro del direttore artistico dovrebbe però essere la quarta serata: una sorta di celebrazione della storia di Sanremo, attraverso le canzoni che ne hanno segnato la storia. “Vorrei presentarne anche 40 o 50”, dice lui, “con altrettanti interpreti di prestigio. Ma tutto dipenderà anche dal budget che la Rai mi metterà a disposizione”. <br> Per proclamare il vincitore del Festival, come è ormai noto, Renis ha pensato di affidarsi quest’anno al televoto, permettendo al pubblico di partecipare via telefono fisso o sms. Ogni apparecchio sarà abilitato a trasmettere tre preferenze nell’arco delle 24 ore (in modo da permettere ad un’intera famiglia media di partecipare alle votazioni). “Spero così”, ha spiegato il direttore artistico, “di coinvolgere anche chi non fa parte dello zoccolo duro di Sanremo, i giovani soprattutto. Nella selezione delle canzoni, avrò un orecchio di riguardo per i loro gusti attuali”. Altra novità del regolamento, il divieto fatto ai cantanti, pena esclusione dalla competizione, di partecipare durante il festival ad altre manifestazioni che comportino la diffusione televisiva, radiofonica o via Internet delle canzoni in gara: “Per evitare”, nelle parole di Renis, “una sovraesposizione dannosa”. <br> Interpreti e case discografiche dovranno presentare domanda di partecipazione entro il 12 dicembre 2003 (entro il 20 gennaio 2004 verrà comunicato l’elenco dei finalisti). E per case discografiche si intendono, stavolta, soprattutto quelle aderenti all’AFI, che Renis stesso ha voluto ringraziare pubblicamente della collaborazione. “Quanto alla FIMI, voglio si sappia che ho tentato con tutte le forze di ricucire lo strappo con la Rai. Io sto dalla parte degli artisti e della discografia, perché è quella la famiglia a cui appartengo, Ma la FIMI ci ha lasciato in braghe di tela, e la sua mi sembra una scelta masochistica”.