Dopo quasi sette anni di guerra senza quartiere nelle aule dei tribunali americani Viacom, capogruppo di MTV, e Google, proprietaria di YouTube, hanno chiuso una delle vertenze pilota a livello mondiale in materia di copyright online. Nel 2007 Viacom aveva sollevato la questione davanti a una corte federale di New York sostenendo che YouTube diffondeva senza autorizzazione decine di migliaia di video caricati dai suoi utenti e "rubati" dai programmi tv di canali come Comedy Central e Nickelodeon (cartoni animati). La piattaforma, allora, non era ancora proprietà di Google, che aveva ereditato suo malgrado la causa e aveva continuato a difendersi appellandosi all'eccezione della buona fede (il cosiddetto "safe harbor") contenuta nel Digital Millennium Copyright Act statunitense: il provvedimento, cioè, che esenta da responsabilità un internet service provider fino a quando quest'ultimo non riceve dal titolare del diritto una notifica della violazione del copyright e la richiesta di rimuovere dal sito il contenuto (in questo caso il filmato) contestato. Nei vari gradi e ordini del processo con cui Viacom chiedeva miliardi di dollari a titolo di risarcimento danni, la magistratura non si era espressa in modo univoco sulle responsabilità di YouTube, anche se nell'aprile del 2012 i giudici di una Corte d'Appello avevano stimato che il 75-80 per cento dei video presenti sulla piattaforma, nei suoi primi anni di vita, contenevano materiali non autorizzati di cui difficilmente i gestori non erano a conoscenza. Ciò malgrado, la condanna per YouTube non era arrivata (e anzi, lo scorso agosto, proprio Google aveva incassato una sentenza di assoluzione). Né arriverà in futuro, dal momento che ora Google e Viacom congiuntamente annunciano la risoluzione della vertenza sottolineando la loro volontà di dialogare e collaborare in modo più costruttivo in futuro.