La "music intelligence", cioè la capacità di gestire, organizzare e "leggere" i metadata musicali in modo da creare prodotti, playlist, funzioni e applicazioni utili al consumatore e all'appassionato di musica, si sta rivelando una risorsa sempre più preziosa per i servizi di streaming. Non sorprende, dunque, che dopo che Spotify ha acquistato The Echo Nest il rivale Deezer risponda alleandosi a Gracenote: la società californiana, recentemente venduta da Sony al gruppo editoriale Tribune, aggiungerà gli ID delle canzoni del catalogo Deezer al proprio database, consentendo agli sviluppatori esterni di sviluppare più facilmente app musicali per la piattaforma francese ricorrendo a strumenti come la API MusicID e Gracenote Rhythm, il suo nuovo servizio di Internet Radio e music discovery. "Che vogliano taggare una canzone mentre sono in coda al bancone del bar o costruire una playlist in base al proprio stato d'animo, grazie alla API di Gracenote i fan di Deezer potranno fare nuove esperienze", ha spiegato Julie Knibbe di Deezer. "Non vediamo l'ora di verificare come la comunità degli sviluppatori intenda sfruttare queste possibilità". Grazie al nuovo accordo siglato con MusicMetric, Gracenote ha ampliato ulteriormente i suoi database e oggi è in grado di monitorare le interazioni in tempo reale che avvengono tra i fan anche sui social network e su BitTorrent.