Su Google, ricerche online e link ai siti pirata il dibattito si scalda ulteriormente coinvolgendo i maggiori attori istituzionali. Tanto che sul problema, più volte evidenziato da case discografiche e cinematografiche, interviene ora direttamente il Congresso americano: o il colosso dei motori di ricerca si decide a intervenire in maniera più efficace, ha dichiarato nei giorni scorsi un membro del parlamento, o sarà il governo stesso a prendere le misure necessarie. La minaccia arriva dal deputato repubblicano della Pennsylvania Tom Marino, che il mese scorso - durante un'udienza tenuta sul tema del Digital Millennium Copyrigth Act - aveva criticato Google per la presenza nei risultati di ricerca di numerosi link che rimandano a siti illegali. Secondo il parlamentare la società dovrebbe eliminare dalla funzione di "autocompletamento" della barra di ricerca parole come "gratuito", che inducono gli utenti a ricercare contenuti non autorizzati. "Riconosco che probabilmente non siamo i più indicati ad agire, dal momento che la tecnologia cambia così rapidamente", ha detto Marino. "Ma se saremo costretti a farlo non credo che faremo felice nessuno dal momento che dovremo cercare una soluzione globale al problema. Suggerisco dunque che siano le parti interessate a organizzarsi e a trovare il modo giusto". La risposta di Google non si è fatta attendere: "La chiave è aumentare la disponibilità delle offerte legali", sostiene Katherine Oyama, consulente della società sulle politiche riguardanti il copyright. "Il nostro desiderio è che siano i risultati legittimi a emergere, e abbiamo collaborato con i titolari dei diritti per garantire che questo accada in relazione alle richieste di contenuti mediatici e di intrattenimento. Ma non si possono eliminare o declassificare parole come 'libero' o 'musica', che sono associate a un sacco di contenuti legali". "Ci sono comunque termini, parole e servizi che possono essere rimossi", ha concesso la portavoce di Google. "Ci saranno sempre nuovi servizi e attori malintenzionati. E la conversazione non termina qui, vogliamo mantenerla aggiornata nel tempo".