Anche la discografia italiana, sull’esempio di quella statunitense e in contemporanea a quella inglese (vedi News), prepara una controffensiva legale nei riguardi dei “file sharers”. <br> “Nei prossimi mesi i pirati musicali si devono aspettare le nostre denunce”, ha dichiarato alla Reuters Enzo Mazza, direttore generale della FIMI; “colpiremo direttamente con azioni penali e civili coloro che condividono file in rete”. “Abbiamo già denunciato grandi uploader”, ha aggiunto Mazza. “Scaricare qualche brano è una cosa, ma distribuire grandi quantità di file musicali è un'altra”. <br> Le nuove norme italiane sul copyright prevedono sanzioni (carcere o multa, a seconda della gravità delle circostanze) per chi duplica e distribuisce senza autorizzazione brani musicali attraverso Internet: e il fenomeno del file sharing illegale, secondo l’associazione dei discografici, sta crescendo parallelamente alla diffusione delle connessioni a banda larga che consentono di navigare su Internet e scaricare file molto più velocemente. La FIMI, ha precisato Mazza, non cercherà di diffidare direttamente i trasgressori come ha fatto nei mesi scorsi, dall’altra parte dell’Atlantico, la RIAA. “Non manderemo e-mail intimidatorie; prevalentemente denunceremo i casi alle autorità”.