Appena acquistato da Spotify, il servizio di "music intelligence" The Echo Nest comincia a produrre statistiche e a elaborare dati riguardanti i comportamenti dei consumatori dediti allo streaming. Una delle prime analisi diffuse in pubblico porta a risultati non inattesi ma abbastanza sconfortanti, in relazione alla soglia di attenzione del pubblico: quasi la metà (il 48,6 %) degli utenti di Spotify salta regolarmente alla canzone successiva prima che quella che stava ascoltando sia finita; ancora più scioccante, osserva Paul Resnikoff su Digital Music News riportando la notizia, è che quasi il 25 per cento lo faccia nei primi cinque secondi. Un brano che non abbia la capacità di cogliere immediatamente l'attenzione dell'ascoltatore con una introduzione, un riff o una melodia accattivante, in altre parole, risulta fortemente penalizzato da questa modalità di ascolto. Secondo i dati elaborati da Paul Lamere di The Echo Nest il 28,97 % degli utenti interrompe la riproduzione del pezzo entro dieci secondi, e il 35,05 % entro i primi trenta. Non soprenderà sapere che gli ascoltatori più impazienti sono i più giovani, e che lo "skipping" - il salto immediato da un brano al successivo - sia più accentuato tra chi ascolta musica sullo smartphone o altro dispositivo mobile rispetto a chi usa un desktop o un laptop. "Quando siamo più coinvolti con la nostra musica saltiamo più spesso da un pezzo all'altro; quando la musica è in sottofondo ad attività lavorative o di relax lo facciamo di meno", continua Lamere. Paradossalmente, aggiunge, è la maggiore attenzione alla musica a determinare una maggiore insofferenza e una più spiccata propensione all'ascolto "a salti". "Lo facciamo più spesso quando abbiamo più tempo libero. Ad esempio se siamo più giovani, o durante i fine settimana, o quando arriviamo a casa dopo una giornata di lavoro. Quello è il momento in cui abbiamo più tempo e più attenzione da dedicare alla nostra musica".