Raggiunto il considerevole traguardo dei 10 milioni di abbonati paganti su un totale di oltre 40 milioni di utenti attivi nel mondo (distribuiti in 56 Paesi), Spotify non ha nessuna fretta di quotarsi in Borsa. Lo ha spiegato a Billboard l'amministratore delegato Daniel Ek, sostenendo che gli azionisti non gli stanno mettendo pressione addosso e smentendo le indiscrezioni secondo cui un'offerta pubblica iniziale (IPO) sarebbe stata lanciata già quest'autunno sul mercato azionario statunitense. "Se ne parla tanto ma tutto finisce lì", ha detto il giovane imprenditore svedese. "Il fatto è che non ci stiamo concentrando su un'iPO. Non è una cosa a cui dedico molti dei miei pensieri". "Ovviamente, prima o poi i nostri investitori vorranno avere indietro il loro denaro", ha aggiunto. "Ma non c'è fretta e nessuno ci sta spingendo a farlo. Al momento siamo concentrati sullo sviluppo della società e sul farla crescere più in fretta. Siamo ancora agli inizi: mi sembra che stiamo correndo molto più veloci di quanto avessimo mai fatto prima, 10 milioni non è un numero da poco se si fanno confronti con altre realtà e dunque sono convinto che siamo sulla strada giusta".