E' morto lo scorso sabato nella sua abitazione a Parigi, a 81 anni, Alan Douglas, produttore discografico in passato collaboratore di Miles Davis, John McLaughlin, e Last Poets - collettivo di poeti di strada du Harlem considerati tra i pionieri dell'hip hop - ma la cui carriera fu indissolubilmente legata a quella di Jimi Hendrix (nella foto). Dai detrattori Douglas - anche titolare di una sua etichetta discografica, la Douglas Records - fu accusato di aver gestito con troppa disinvoltura il corpus artistico del chitarrista dopo la morte del genio delle sei corde: in particolare, al produttore fu rimproverato di aver aggiunto doppiaggi ex post sugli album postumi "Crash landing" e "Midnight lightning" (entrambi del '75). Nonostante la decisione di risuonare alcune parti fosse stata condivisa con il batterista di Hendrix Mitch Mitchell, puristi e appassionati non perdonarono a Douglas il lavoro di post-produzione sui nastri lasciati dall'artista, che pure fu iniziato a maestri del jazz come Miles Davis, Quincy Jones e Gil Evans proprio da lui. La sua attività sul catalogo della voce di "Foxy lady" continuò poi con la ripubblicazione dei primi tre album rimasterizzati, la pubblicazione di materiale inedito dei festival di Monterey, Winterland e Woodstock, e gli album "Nine to the universe" e "Jimi Hendrix: blues" del 1994, suo ultimo lavoro realizzato con il benestare degli eredi del chitarrista e di un'etichetta major.