Dopo i formati audio digitali “sicuri” brevettati da Microsoft, Apple Computer, RealNetworks e Sony Corp., arriva sul mercato anche l’Mp3 “protetto”: lo ha perfezionato la Thomson francese, che al più diffuso e popolare sistema di compressione e lettura dei file musicali ha aggiunto un sistema di “lucchetti elettronici” che permetterebbero di limitare il numero delle volte che una canzone può essere duplicata su Cd o nella memoria dei lettori portatili. <br> Il vantaggio del sistema consisterebbe appunto nell’essere un’evoluzione dell’Mp3, che per i consumatori di musica on-line rappresenta una specie di moneta corrente di scambio: integrato però con la tecnologia DRM (Digital Rights Management) che permette di monitorare l’uso dei file e di compensare i detentori dei diritti. C’è però un problema, o meglio due, al di là dell’accoglienza che il pubblico di Internet vorrà riservare ad un sistema Mp3 che ne rinnega proprio la caratteristica vincente, e cioè la possibilità di fare libera copia dei file: il formato studiato dai tecnici transalpini non è leggibile dai lettori digitali Mp3 di vecchia generazione (alcuni dei quali sarebbero adattabili con un nuovo software) e risulta anche incompatibile con quello dei concorrenti. Tanto da far dubitare a molti esperti del settore che le case discografiche vorranno arrischiarsi a testare un’altra soluzione su un mercato, quello della musica digitale, che vanta già quattro formati alternativi con la confusione che ne consegue. Thomson richiede un dollaro sul prezzo di ogni lettore che incorporerà la sua tecnologia. Ma ha già dovuto subire la prima doccia fredda: “Non c’è motivo di pagare per un formato che nessuno, probabilmente, deciderà di usare”, hanno tagliato corto i costruttori del Rio Player, uno dei più diffusi lettori digitali portatili in circolazione.