Anche se l'ex Take That ha dichiarato in passato di non curarsene più di tanto (vedi News), al suo entourage e alla sua casa discografica preme, e parecchio, che Robbie Williams diventi una superstar anche negli Stati Uniti (non fosse altro che per recuperare gli ingenti investimenti effettuati sulla sua persona). <br> Così, per tentare l'ennesimo assalto ad un mercato che finora lo ha bellamente snobbato, il divo inglese (o chi per lui) ha deciso di affidarsi alle cure di una delle più potenti agenzie di rappresentanza di stanza negli Usa, la Creative Artists Agency di Beverly Hills. La società californiana rappresenterà gli interessi di mr. Williams negli Stati Uniti, in Canada e in Sud America seguendone i concerti ma anche le apparizioni televisive ed eventuali nuove imprese cinematografiche dopo il debutto come attore avvenuto in un film, “De-lovely”, dedicato alla figura del grande compositore Cole Porter con Kevin Kline nel ruolo principale. Il trentenne cantante, dal canto suo, sembra determinato a fare sul serio, e avrebbe intenzione di trasferirsi stabilmente a Los Angeles. <br> Com'è noto, gli Stati Uniti rappresentano da sempre il tallone d'Achille di Robbie Williams: il suo ultimo album di studio “Escapology” (un hit internazionale) ha trascorso appena quattro settimane nelle classifiche di vendita Usa (dove è stato distribuito con un anno di ritardo): risultato che ha indotto la Virgin a non pubblicare neanche, sul territorio nordamericano, il successivo “Live at Knebworth”.