“Felici di essere indipendenti”. <br> Così il presidente della EMI sir Colin Southgate ha chiosato la notizia dell’acquisizione del gruppo PolyGram da parte della Seagram, ribadendo che per la società britannica, al contrario, l’ipotesi di una vendita resta per il momento nel campo delle pure e semplici congetture.<br> “Non siamo mai entrati in discussioni dettagliate sull’argomento, e al momento attorno a noi non c’è assolutamente nessun acquirente potenziale”, ha detto Southgate al settimanale americano “Billboard”.<br> Pochi giorni prima lo stesso Southgate aveva illustrato agli azionisti i risultati dell’anno finanziario chiuso il 31 marzo scorso, sottolineando con soddisfazione il terzo posto conquistato dalla EMI sul mercato mondiale della musica registrata alle spalle di PolyGram e Sony, con una quota di mercato del 14,8 per cento (che sale al 21 per cento in Europa, mentre negli Usa lo share è cresciuto dal 9,7 al 12,9 per cento in un anno); contemporaneamente, le vendite di Cd e cassette a livello mondiale sono cresciute del 5,8 per cento, il doppio del tasso di crescita globalmente registrato dall’industria.<br> Decisamente meno brillante, invece, la situazione finanziaria della multinazionale britannica: i ricavi conseguiti nell’ultimo anno dal gruppo ammontano a 2,353 miliardi di sterline, il 6,3 per cento in meno dell’anno precedente, mentre i profitti prima delle tasse sono calati del 19,3 per cento, ad un valore di 307,1 milioni di sterline: risultato da imputare anche alle spese straordinarie legate alla chiusura dell’ufficio newyorkese della società, alla liquidazione del presidente di EMI Music Jim Fifield (12 milioni di sterline) e allo scorporo della catena di negozi HMV.<br> Per l’azienda, stando alle previsioni degli analisti finanziari, il peggio dovrebbe comunque essere passato: il debito globale si è ridotto e, almeno in Europa, i tagli alla struttura sembrano terminati (la forbice calerà invece sull’organizzazione giapponese della Toshiba/EMI, colpita dalla crisi dei mercati asiatici).<br> Southgate ha aggiunto che il gruppo EMI intende muoversi con intraprendenza sul mercato anche nei prossimi mesi, alla ricerca di etichette e cataloghi da acquistare; ha smentito tuttavia le voci secondo cui la società sarebbe in trattativa con il presidente della PolyGram Music Group Roger Ames per un’eventuale cessione della London Records, etichetta di cui lo stesso Ames detiene una quota del capitale.