Le licenze che la SIAE e le altre società europee degli autori rilasciano ad emittenti radio e TV nazionali per autorizzarne (dietro pagamento di royalty) la trasmissione di musica on-line potrebbero essere invalidate dalla Commissione Europea perché contrarie alle norme che tutelano il regime di concorrenza nel mercato comune dell’Unione. Sull’argomento le autorità di Bruxelles hanno infatti deciso di avviare un’istruttoria destinata a verificare se le pratiche adottate dalle società degli autori instaurino un monopolio di fatto anche nella distribuzione di musica via Internet. <br> Il dubbio espresso dall’organismo comunitario è che i patti reciproci firmati ormai tre anni fa dalle società degli autori europee, noti come accordi di Santiago, possano sfociare in un restringimento della concorrenza e in limitazioni d’uso della musica in ambiente digitale. La Commissione si è dichiarata favorevole agli obiettivi pratici dell’iniziativa, che consente a siti Internet e a Webcaster che trasmettono musica on-line a scopi commerciali di ottenere una licenza unica, e con un solo passaggio (“one stop”), valida per tutti i repertori e tutti i territori dell’Unione. Ma sottolinea, in una nota, che “tra le società che raccolgono diritti dovrebbe esserci competizione a beneficio delle aziende che offrono musica su Internet e dei consumatori che la ascoltano”, aggiungendo che “la perdita di territorialità portata da Internet, così come il formato digitale di prodotti come i file musicali, sono difficili da riconciliare con i tradizionali schemi di licenza dei diritti basati su procedure puramente nazionali”. <br> Per conseguire un vero mercato unico europeo, conclude la Commissione, lo sviluppo del mercato musicale digitale deve accompagnarsi ad una crescita di libertà per gli utenti come per i service provider, fatta naturalmente salva la protezione dei diritti d’autore: e cita ad esempio l’accordo per il “simulcasting” (la trasmissione contemporanea di programmi su Internet e off-line) siglato nel 2002 dall’associazione dei discografici IFPI, che ha stabilito una licenza unica paneuropea per l’uso dei repertori di case discografiche e artisti interpreti da parte di radio e televisioni senza imporre clausole di esclusività territoriale (queste ultime possono scegliere di richiedere la licenza obbligatoria alla società che offre le condizioni ritenute migliori). <br> Gli accordi di Santiago furono notificati alla Commissione Europea nell’aprile 2001 dalle società degli autori inglese (PRS), francese (SACEM), tedesca (GEMA) e olandese (BUMA), e vennero successivamente ratificati dalle analoghe organizzazioni dell’intera area della comunità economica europea, con l’eccezione del Portogallo e l’inclusione della Svizzera (SUISA). Le società degli autori coinvolte dalla decisione hanno due mesi e mezzo di tempo, a questo punto, per replicare alle obiezioni della Commissione in forma scritta od orale, chiedendo eventualmente un’audizione alle autorità antitrust di Bruxelles per esporre le loro ragioni.