Paolo D'Alessandro, direttore della divisione pop locale della Universal Music per cinque mesi appena (vedi News), ha voluto spiegare a Rockol i motivi che hanno portato al suo rapido allontanamento dalla major. “Non sono stato io a volermene andare. Non è stata una mia scelta, sono stato licenziato. C'è poco da dire, se non che io e il presidente Piero La Falce eravamo incompatibili”. <br> Per gli uomini dell'azienda di via Dante, D'Alessandro spende comunque parole di apprezzamento. “Li ringrazio uno per uno: Davide Benetti, Giuseppe Bergamini, Edy Campo, Marta Carpinelli, Tomaso Cavanna, Leo De Rosa, Rossana Moro, Maria Pia Pumo, Stefano Seresini, Stefano Zappaterra. Lascio alle spalle una squadra che, con me, ha creduto in un nuovo modello e che merita tutta la mia stima, il mio riconoscimento ed i miei auguri. Nulla di quanto è stato fatto in questi cinque mesi sarebbe stato possibile senza la loro devozione ed il loro entusiasmo”. <br> Quanto alla “incompatibilità” con La Falce, spiega D'Alessandro, “del presidente Universal tutti conoscono le strategie e il modo di lavorare, la capacità di relazione umana con gli artisti e con i dipendenti stessi, l'innegabile leadership in azienda e fuori da essa. Essendo molto diverso da lui, io purtroppo non sono stato capace di condividere la sua visione, ed è in questo che risiedono le ragioni del mio licenziamento”.