Anche l'autorevole e austero Billboard, bibbia incrollabile dell'industria musicale statunitense, è un covo di vipere? Sembrerebbe di sì, se le storie di censure editoriali, molestie sessuali e discriminazioni razziali di cui i neolicenziati Keith Girard (direttore responsabile della testata) e Samantha Chang (direttore affari legali) accusano i loro superiori sono vere. <br> I due hanno fatto causa alla testata e alla capogruppo VNU, costituendosi in giudizio presso la Corte Suprema di New York con una richiesta di risarcimento danni che sfiora i 30 milioni di dollari. Girard, che nell'aprile del 2003 venne chiamato a sostituire lo scomparso Timothy White (vedi News), accusa l'editore John J. Kilcullen di avergli censurato articoli scottanti e di averlo costretto a modificare diverse notizie in modo da mettere in buona luce gli inserzionisti della rivista (lo scontro si sarebbe acceso dopo la pubblicazione di un servizio poco accomodante nei confronti della Warner Music, che avrebbe deteriorato i rapporti tra la major discografica e la rivista). L'ex direttore e la sua assistente, entrambi licenziati il 24 maggio scorso, sostengono anche che alcuni manager del gruppo intrattenevano relazioni sessuali con componenti dello staff editoriale, ricompensandoli con promozioni e avanzamenti di carriera. Non mancano, nella citazione in giudizio, i particolari piccanti: il direttore esecutivo di Billboard Ken Schlager, solito scherzare, secondo le accuse, sulle origini asiatiche della Chang, le avrebbe mostrato in un'occasione un vibratore a batterie di forma fallica in bella mostra nel suo ufficio, sostenendo maliziosamente che era perfettamente funzionante. <br> Nella loro deposizione scritta, i due manager licenziati si difendono a loro volta da accuse e insinuazioni, smentendo le voci di una relazione sentimentale che, secondo alcuni impiegati di Billboard, sarebbe stata alla base dell'assunzione della Chang da parte di Girard.