In occasione della presentazione della propria linea audio ad alta risoluzione, una gamma di una cinquantina di prodotti che spaziano dal Walkman ai sintonizzatori alle cuffie, Sony ha ospitato presso i Metropolis Studios di Londra gli Editors, selezionati come protagonisti ideali di un viaggio alla riscoperta dei suoni che la dimensione “Hi Res” riesce a fare riemergere offrendo una qualità superiore. All’interno degli studi che, a partire dal 1999 (anno in cui la vecchia Power Station dedicata ai tram Londinesi fin dal 1901 venne trasformata in sala d’incisione) hanno ospitato decine di registrazioni illustri – da Libertines a Stone Roses, fino all’incisione di “Back to black” di Amy Winehouse per citarne alcuni – gli Editors hanno rivisitato le tracce di “In this light and on this evening” e di “The weight of your love”, per poi suonare un mini set acustico per piano-chitarra e voce (“Munich” e “Smokers outside the hospital doors” i brani eseguiti). Sull’importanza della qualità Hi Res nell’economia del formato-album, inteso come opera unica e unitaria, Tom Smith ha offerto il suo personale punto di vista attraverso un episodio: “L’alta risoluzione offre all’album nella sua unità un senso di maggiore profondità: fa emergere dettagli sonori che rivelano anche la logica nella sequenza delle canzoni. Per esempio, in “In this light and on this evening”, il sintetizzatore che si sente nella title track (che apre l’album) è lo stesso - e con lo stesso suono – che si annida al termine dell’ultimo brano, “Walk the fleet road”. Riconoscendolo grazie all’alta risoluzione ho ricordato come volessimo offrire all’ascoltatore una sensazione di simmetria e di conclusione, grazie a quella scelta”. Il trio di Birmingham ha poi dedicato una riflessione alle ragioni per cui “The weight of your love” venne registrato a Nashville: “Dopo avere concluso un tour di grande successo, avevamo trascorso sei o sette settimane provando alcune canzoni in un paio di studi londinesi parecchio costosi, ma ci eravamo resi conto che non andavamo da nessuna parte. Di fatto, avevamo realizzato di avere idee diverse sulla direzione che i brani avrebbero dovuto prendere. Eravamo in quella fase in cui, proprio perché ci si conosce molto bene, non si riesce a parlarsi con spontaneità. Ma credevamo fortemente che le nostre nuove canzoni meritassero una migliore opportunità. Poi arrivò il momento in cui decidemmo che Chris avrebbe dovuto lasciare il gruppo e che avremmo continuato come trio. All’interno di quel cambiamento nacque anche l’idea di registrare in America (anziché mandare i pezzi a un produttore americano). Questo perché trovavamo che i nuovi pezzi fossero più semplici rispetto a quelli passati e sembrava che potessero adattarsi bene a un’atmosfera americana, a un genere al quale abbiamo sempre guardato con interesse – a tutta l’ispirazione che prende corpo dalla musica dei R.E.M., per intenderci. E le canzoni presero tutta un’altra strada: e come se, trasportandole da Londra a Nashville, avessero recuperato respiro…”.