Il "caso" dell'indagine per evasione fiscale riguardante Gino Paoli, attuale presidente della SIAE, apre la possibilità di diversi scenari futuri, a seguito delle comunicazioni che il cantautore genovese intende proporre nel corso del consiglio di gestione da lui convocato per martedì 24 febbraio. La prima eventualità è quella di un temporaneo nulla di fatto e che Paoli, prima di prendere decisione alcuna, attenda gli sviluppi dell'indagine che lo riguarda. In questo caso, ovviamente, nulla cambierà sino al momento di qualche soluzione di tipo giudiziario (proscioglimento in fase istruttoria, assoluzione, condanna). La seconda ipotesi - quella circolata su alcuni quotidiani e siti internet - è che Paoli si "autosospenda" dai suoi incarichi in attesa di sviluppi e/o chiarimenti. In questo caso, Paoli non prenderebbe più parte alla vita sociale della SIAE; il Consiglio di Gestione proseguirebbe i lavori con quattro membri (invece di cinque) e il vice presidente (attualmente Filippo Sugar) assumerebbe il ruolo di "facente funzione" di presidente sino al rientro (o alle dimissioni) del presidente. La terza ipotesi è rappresentata dall'eventualità di dimissioni di Paoli. In questo caso al vice presidente toccherebbe di assumere il ruolo di presidente "pro tempore"; il Consiglio di Gestione dovrebbe convocare quanto prima il Consiglio di Sorveglianza (composto, lo ricordiamo, da 34 membri eletti nel corso delle ultime elezioni), al quale spetterebbe il compito di nominare il quinto membro del Consiglio di Gestione in sostituzione del membro dimissionario, indicando anche il nome del nuovo presidente. Che, per tradizione e per continuità nei confronti di Paoli, dovrebbe essere un autore scelto fra quelli appartenenti alla sezione più importante della SIAE, cioè della "sezione musica".