Una notizia buona e una cattiva, per chi perde il sonno a causa del file sharing e incrocia le dita sperando nel successo della musica digitale “legale”. <br> Fino ad oggi i file contenenti canzoni e brani musicali compressi hanno rappresentato la merce più desiderata, scambiata e scaricata dagli utenti di Internet. Ma tra non molto, secondo uno studio appena pubblicato dalla Organization for Economic Cooperation and Development, potrebbe non essere più così: già nel 2003, assicurano i ricercatori che hanno raccolto e analizzato i dati, il pubblico della rete ha scaricato meno musica per dedicarsi ai film e a file di altra natura, dai programmi software al materiale pornografico. <br> L’organizzazione internazionale tiene d’occhio quel che accade nei 30 maggiori paesi industrializzati che ne fanno parte, e ha rilevato che il file sharing musicale, responsabile nel 2002 del 62,5 % degli scambi e delle condivisioni on-line, è sceso a rappresentare il 48,6 % del traffico complessivo nell’anno successivo. In corrispondenza con la diffusione delle connessioni a banda larga che assicurano trasferimenti più veloci di “pacchetti dati” più pesanti, risultano invece in crescita gli scambi di materiale video, dal 25,2 al 27 %. Soprattutto in Europa, dove gli utenti tedeschi, francesi, inglesi, scandinavi e italiani di siti come KaZaA hanno scaricato più film dalla rete dei loro equivalenti statunitensi: dati, questi ultimi, compatibili con quelli di una recente ricerca della Motion Pictures Association of America secondo cui un utente Internet su quattro, in Usa, si è già procurato sul Web almeno un film completo in barba alle norme sul copyright.