E' molto scettico Boosta, tastierista dei Subsonica, artista solista, DJ, compositore di colonne sonore (fresco, al riguardo, è il suo debutto in questo ruolo come autore dello score della serie televisiva "1992" prodotta da Sky e La7) e produttore circa una possibile nascita di un corrispettivo italiano di TIDAL, la piattaforma creata da Jay-Z e da una pattuglia di suoi (importanti) colleghi che promette di dare agli artisti il controllo sulla distribuzione delle opere musicali sul mercato streaming. Secondo Davide Dileo, sono diversi i fattori che concorrono a rendere un'operazione del genere quasi impossibile da replicare, nel nostro Paese: "Un TIDAL italiano? No, non credo ci riusciremmo. Il problema è che noi siamo piccoli e provinciali. E' come quando i Radiohead hanno deciso di mettere in Rete a offerta libera 'In rainbows': per loro è facile, perché come orizzonte hanno il mondo. Ma noi italiani? Il problema è in parte culturale, in parte di dimensioni del banco di mercato. E poi sarà che dopo vent'anni di carriera mi sento un po' della vecchia guardia, ma all'epoca, quando iniziammo noi, tra gruppi ci si voleva molto bene: adesso non mi pare che tra artisti ci sia un legame talmente forte da permettere di fare qualcosa di così intelligente. Che è un po' anche la ragione per la quale molti locali per musica dal vivo - al netto della SIAE e delle multe - in questi anni sono stati costretti a chiudere: credo che da parte di chi suona non ci sia molta voglia, oggi, di fare squadra. Noi italiani siamo abbastanza individualisti, e sommando a questo il provincialismo e le condizioni del nostro mercato interno mi viene da pensare che replicare un'operazione del genere da noi sia improbabile. Poi, sia chiaro: se dovesse succedere io sarei felicissimo, ovviamente. Ma già mi immagino uno che voglia fare il capo, gli eventuali esclusi pronti a parlarne malissimo, e tutto il resto: insomma, la solita cosa all'italiana..."