In un botta e risposta tenuto con gli alunni del Clive Davis Institute Of Recorded Music (riportato integralmente da The Fader), Jay-Z e Vania Schlogel, l'amministratrice di TIDAL, hanno spiegato come il nuovissimo servizio di streaming lanciato all'inizio di questa settimana dal Re Mida dell'hip hop americano e da una pattuglia di artisti internazionali di altissimo livello potrebbe presto inaugurare una modalità low cost da destinare agli studenti. A rispondere direttamente alla domanda circa la prossima apertura di una versione a basso costo della piattaforma è stata la Schlogel: "Assolutamente sì. Vogliamo che tutti, anche gli studenti, facciano parte della nostra squadra". Non meno interessante, tuttavia, sono state alcune risposte di Jay-Z sulla relazione tra l'essere titolari di un contratto discografico e la possibilità di usufruire - come artisti - dei servizi offerti da TIDAL: "Per come funzionano i contratti discografici delle major, non è realistico pensare di escluderle dai nostri servizi. Ma saremmo molto felici di lavorare con chi non abbia un contratto come artista indipendente, e quindi sia libero di fare ciò che gli pare" Poi il quasi scoop: il moderatore dell'incontro, il professor Errol Kolosine della New York University, ha chiesto al rapper e imprenditore (nonché titolare dell'etichetta Roc Nation, con la quale aveva realizzato tutti i suoi album fino alla sua ultima fatica in studio "Magna Carta Holy Grail") se virtualmente sia possibile fare a meno di un contratto discografico una volta trovato un accordo con TIDAL: "Sono su TIDAL, e non ho un contratto discografico. Quindi direi di sì" Il concetto è stato poi ribadito quando un fan ha chiesto se, in virtù di questa possibilità, la stessa TIDAL possa trasformarsi un un'etichetta discografica: "Se pensi questo ci insulti: noi abbiamo ambizioni più grandi" Poi, l'ultima stoccata contro la concorrenza: "Non ci vediamo come concorrenti di Spotify: quando la marea di ingrossa, si ingrossano anche le barche..."