Qualcosa di interessante si sta muovendo in Francia, a livello di misure normative nel campo - decisamente caldo e spinoso - della musica in streaming e dei compensi che spettano agli artisti. Stando a quanto riportato dalla testata "Billboard", infatti, il ministro della cultura Fleur Pellerin ha esposto l'idea di varare una nuova misura per andare incontro ai musicisti che siano danneggiati dal crescente successo del fenomeno dello streaming - che, come noto, non è molto redditizio, soprattutto per band e performer non ultra mainstream. In pratica la proposta è di una sorta di accordo volontario fra musicisti e provider di servizi streaming, per cui agli artisti potrebbe essere corrisposto una sorta di compenso minimo garantito che possono utilizzare per le proprie attività professionali. Inoltre l'accordo mirerebbe a stimolare la crescita del mercato legale della musica online, dare maggiore trasparenza ai processi di distribuzione di royalties e revenues, dare più esposizione alla musica di ogni tipo, stabilire delle best practices da applicare a tutti i contratti musicali, dare un equo compenso ai musicisti, facilitare la transizione al digitale. La proposta ha al momento incontrato il favore dei maggiori enti corporativi francesi, fra cui SACEM, SPPF e SNEP. L'idea è sicuramente stimolante e potrebbe spalancare accessi a nuovi scenari, anche se al momento restano aperte molte questioni sulla futura applicazione pratica del modello.