Uno studio commissionato dalla FIMI a Deloitte i cui dati sono stati rivelati oggi offre segnali incoraggianti circa la ripresa del mercato musicale italiano, fiaccato da una crisi iniziata oltre dieci anni fa: secondo quanto comunicato dall'associazione di categoria nazionale dei discografici nei primi nove mesi del 2015 la vendita di supporti musicali avrebbe ingenerato un volume d'affari complessivo pari a 93,9 milioni di euro, portando a una crescita del comparto - riferita allo stesso periodo dell'anno precedente - pari a 25 punti percentuali. A trainare il comparto sono i formati digitale (+27%, per un totale di 43,2 milioni di euro) e fisico (+23%, per un valore di 50,7 milioni di euro): il vinile consolida la tendenza alla crescita, con un incremento del 74% che però ad oggi vale solo il 4% del mercato complessivo. Il 2015, dal punto di vista del repertorio, sarà ricordato come l'anno d'oro degli italiani, che hanno visto crescere le proprie vendite del 79%, al fronte di una performance piuttosto tiepida degli artisti stranieri, che hanno sostanzialmente confermato la propria capacità di penetrazione sul panorama tricolore arrestando la propria crescita all'1%. Va controtendeza, invece, il mercato delle compilation, che quest'anno ha fatto segnare una flessione del 22% rispetto al 2014.