La città che diede i natali a Beatles, Searchers, Echo and the Bunnymen, Frankie Goes to Hollywood, Zutons e molti altri e dove nacque il Merseybeat, che negli anni Sessanta spianò la strada alla british invasion segnando una delle poche vere pietre miliari nella storia del rock, e la metropoli australiana dove è nata Sia, con un pedegree sicuramente meno prestigioso in termini di concittadini musicalmente illustri ma titolare di una vivace scena live, sono state dichiarate dall'Unesco Città della Musica 2016, titolo che inserisce Liverpool e Adelaide in un network di "città creative" del quale fanno già parte Bologna e Siviglia (dal 2006), Glasgow (dal 2008), Ghent (in Beglio, dal 2009), Bogotà (dal 2012), Brazzaville (Repubblica Popolare del Congo, dal 2013), Hamamatsu (Giappone), Hannover e Mannheim dal 2014 e Katowice (Polonia) da quest'anno. Le tra le candidature per il 2016 lasciate cadere dal comitato dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura c'è anche quella di Lucca, città toscana che per il secondo anno consecutivo si era presentata come potenziale città della musica puntando molto sulla figura di Giacomo Puccini, nativo proprio della città sul fiume Serchio. Il sindaco Alessandro Tambellini, che si era fatto promotore della presentazione di Lucca come potenziale parte del network, ha dichiato alla Nazione: "Se siamo delusi? Sì. Ma quando si partecipa l’eventualità di una sconfitta va contemplata. La città ora continua il suo viaggio. Che, certo, col bollino Unesco sarebbe stato più facile. Archiviamo il tutto per sempre e andiamo avanti"