Ottanta milioni di dollari (tanto sono valutati i diritti editoriali sulle canzoni del chitarrista di Seattle: ma altri attribuiscono alla sua eredità musicale il doppio del valore…) fanno gola a tutti. E al diavolo tutto il resto: la morte, due anni fa, del papà di Hendrix, Al, ha scatenato la guerra latente tra gli altri membri della famiglia, spingendo il fratello naturale di Jimi, Leon (escluso dal testamento del padre), i suoi figli e altri parenti dello scomparso musicista a portare in tribunale (vedi News) la sorellastra Janie e il cugino Bob, che del prezioso patrimonio sono da tempo gli unici amministratori attraverso la società Experience Hendrix. <br> I familiari del chitarrista, e Leon in primo luogo, accusano Janie di aver manipolato il padre (adottivo) approfittando delle sue incerte condizioni di salute, di averli esclusi totalmente dalla spartizione dei profitti e di aver operato scelte dannose per il patrimonio di famiglia, sostenendo che l’eredità di Hendrix deve tornare in mano ai legittimi eredi. Lei replica che il fratellastro non ha saputo far altro che chiedere soldi, litigare e seminare zizzania, e assicura che i parenti acquisiti riceveranno quanto loro spetta una volta che la società che la Experience Hendrix avrà saldato i suoi debiti: decideranno i giudici di Seattle, che in questi giorni dovrebbero pronunciare la loro sentenza. <br> Non è l’unica gatta da pelare, questa, per l’inflessibile Janie: sul mercato (vedi News) continuano a uscire i live non autorizzati della Purple Haze Records, che il discografico inglese Lawrence Miller pubblica sventolando contratti e licenze perse nella notte dei tempi, mentre ogni tanto si rifanno vivi vecchi collaboratori di Hendrix che, come il batterista Buddy Miles (vedi News) sostengono di non aver mai visto un dollaro di royalty e rivendicano la loro fetta di torta. Chi avrebbe immaginato un pandemonio del genere, 35 anni fa?