L'amministratore delegato di Sony Entertainment - Michael Lynton - ha partecipato lo scorso 18 febbraio alla conferenza Code/Media che si è tenuta a Dana Point (California) dedicata a tecnologia e media. Nel suo intervento ha chiaramente esposto lo scenario che, dall'alto della sua esperienza, sembra molto plausibile per l'evoluzione dell'insustria discografica: l'adozione di una pratica che alcune piattaforme di streaming utilizzano per il lancio delle nuove uscite (TIDAL e Apple Music, ad esempio), denominata "windowing" e consistente nella possibilità di fruire di un disco, in esclusiva, solo tramite una determinata piattaforma/sito per un periodo limitato e a pagamento. Lynton ha spiegato: Nel futuro, vedrete nell'industria discografica una versione del windowing. Il tipo di servizio che ci piacerebbe vedere, più avanti, è su abbonamento. [...] In questo modo potrete ascoltare la musica prima utilizzando un servizio a pagamento, poi, più tardi, tramite servizi gratuiti. L'amministratore delegato di Sony Entertainment, però, ha anche sottolineato come questo passaggio non sarà rapido e fattibile in tempi brevi; perché avvenga, infatti, occorrerà che l'abitudine a utilizzare servizi a pagamento, su abbonamento, sia diffusa molto più di quanto non lo sia nello scenario attuale. A poca distanza da questa dichiarazione è giunto un commento di Jonathan Prince, a capo della comunicazione per Spotify, che dal canto suo ha gentilmente bocciato la visione di Lynton, dicendo: Gli artisti vogliono che più fan possibile ascoltino la loro musica e desiderano che i fan possano sentire ciò che a loro interessa e piace - ma le esclusive vanno contro gli interessi di entrambe le categorie. Certamente comprendiamo che le esclusive brevi a scopo promozionale sono una pratica comune e noi non siamo contrari a priori, ma senza dubbio pensiamo che la cosa migliore per tutti sia una disponibilità ampia.