A sette mesi dall'uscita in formato fisico - e digitale, ma sotto forma di download - nei negozi, "25", la più recente prova in studio della diva pop britannica nonché titolo di spicco sui mercati mondiali a cavallo tra il 2015 e il 2016, è finalmente stato reso disponibile in streaming sulle principali piattaforme musicali: l'accordo trovato tra il team di Adele - la September Management e le etichette Beggars/XL e Sony/Columbia - ha infatti visto l'ideale seguito di "21" fare la propria comparsa nei cataloghi di Spotify, Apple Music, e degli altri servizi di streaming analoghi. Il disco, al momento, è disponibile solo per i clienti della società svedese in Australia e Nuova Zelanda: da domani, 24 giugno, la stessa Spotify renderà disponibile l'album all'ascolto anche sui mercati inglesi, europei e statunitensi. Secondo le stime di Music Business Worldwide, le vendite del formato fisico di "25" avrebbero fruttato utili per oltre 115 milioni di dollari nelle prime sei settimane di disponibilità sui mercati USA e UK: in termini di ricavi, una performance del genere equivarrebbe più o meno a 16 miliardi di streaming su Spotify. Adele, dal canto suo, non ha mai fatto mistero delle perplessità sull'ascolto della musica in streaming. Intervistata dal Time lo scorso dicembre, la cantante britannica aveva dichiarato: "So che [lo streaming] è il futuro, ma non è l'unico modo di fruire musica. Non posso impegnarmi in un'alleanza con qualcuno verso il quale ancora non so esattamente come pormi"