Come previsto, si avvicinano anche in Italia le ore più calde della fusione tra Sony e BMG: e, secondo le rappresentanze sindacali aziendali, non si tratterà affatto di un passaggio indolore, soprattutto per i dipendenti della sede romana della casa discografica del gruppo Bertelsmann. <br> La società frutto del merger, Sony BMG Music Entertainment (Italy) S.p.A, dovrà nascere tassativamente (per incorporazione della Sony Music, srl, in BMG Ricordi, spa) entro il 1° giugno 2005. Per quella data, come spiega la società incorporante BMG in una lettera indirizzata alla RSU e alle organizzazioni sindacali nazionali, entrambe le aziende saranno controllate interamente da una srl con sede a Vianen, in Olanda, dal nome (un po’ minaccioso…) di Barracuda HoldCo I B.V. La joint venture, sottolinea la missiva, intende perseguire gli obiettivi di “integrazione commerciale, razionalizzazione amministrativa, accentramento delle funzioni generali, migliore gestione delle risorse disponibili e semplificazione della gestione finanziaria”, ma implicherà anche esuberi di personale, “prevalentemente nell’area amministrativa e di supporto commerciale”. Chi manterrà il posto di lavoro, invece, verrà trasferito alla società incorporante “alle medesime condizioni contrattuali o equivalenti”. <br> I toni sono quelli burocratici e anestetizzati tipici delle comunicazioni ufficiali, ma la rappresentanza sindacale unitaria della BMG, nelle persone di Pietro Caliandro, Giuseppe Macchioni e Riccardo Podeschi, non sembra affatto tranquillizzata: “A fare le spese di questa operazione societaria”, scrivono in un comunicato diramato oggi (17 febbraio) agli organi di informazione, “saranno i lavoratori, poiché come già preannunciato a livello internazionale e, nei giorni scorsi, alle organizzazioni sindacali aziendali e territoriali l'organico subirà drastici tagli”. La RSU di BMG prosegue la sua valutazione dello scenario prospettato dalla fusione ricordando i precedenti (la vendita del patrimonio Ricordi ai tedeschi di Bertelsmann/BMG nel 1994, lo smantellamento e la cessione della storica sede romana della RCA sulla Tiburtina, oggi trasformata in un anonimo magazzino alla periferia industriale della città) per sottolineare le “pesanti conseguenze sul piano storico e culturale. La fusione con la Sony”, conclude il loro comunicato, “intende privare definitivamente la capitale del suo ruolo. E’ stato annunciato il prevalente ridimensionamento della sede romana della BMG che attualmente occupa 101 persone di cui 76 a Roma e 25 a Milano. La sede romana verrà quindi ridotta a semplice avamposto della sede centrale milanese, privandola di qualsiasi ruolo e funzione creativa e decisionale”. <br> Rockol ha cercato di mettersi in contatto con Franco Cabrini, presidente designato di Sony BMG Italia, per conoscere le sue eventuali repliche alle osservazioni dei sindacati: ma è risultato impossibile raggiungerlo, in quanto impegnato in un volo transoceanico di trasferimento tra gli Stati Uniti e l’Italia.