La casa discografica inglese è la quarta ed ultima major ad aderire al programma di Wurld Media Inc., progettato col fine di sfruttare commercialmente e sotto il controllo dei titolari dei diritti i sistemi di condivisione di musica in rete e le tecnologie di distribuzione peer-to-peer (Universal, Sony BMG e Warner Music avevano già dato l’ok all’uso dei loro cataloghi lo scorso novembre, vedi News). <br> Completato l’assortimento con i principali repertori di musica registrata disponibili sul mercato, Peer Impact (www.peerimpact.com) dovrebbe cominciare a funzionare entro fine marzo: per scaricare un file sul proprio computer l’utente dovrà pagare 99 centesimi di dollaro (lo stesso prezzo dell’iTunes di Apple), ma ogni volta che lo rivenderà ad un altro utente incasserà un credito spendibile per ulteriori acquisti: si dovrebbe creare in questo modo un circuito “virtuoso” (e protetto) che trasforma ogni utente registrato del servizio contemporaneamente in consumatore e venditore. <br> Secondo Wurld Media, il sistema è preferibile a quello di iTunes e di altre piattaforme di download anche perché richiede meno ampiezza di banda e mette meno pressione sui server centrali che contengono i brani destinati al file sharing autorizzato.