I bilanci di Sony Music e di BMG (separatamente, e dall’agosto scorso come addendi di un’unica entità contabile) rivelano risultati schizofrenici, com’è d’uso in questo periodo per le imprese del settore musicale: fatturati in calo (da 2,7 a 2,55 miliardi di euro) per il minor numero di Cd venduti e a causa della debolezza del dollaro sui mercati valutari internazionali, profitti in crescita (da 54 a 162 milioni di euro) per effetto dei tagli alle spese e delle riduzioni di organico. <br> La tedesca BMG, che ha appena pubblicato i risultati dell’ultimo esercizio finanziario, ha fatto la sua parte grazie soprattutto ai 12 milioni di copie vendute con “Confessions” di Usher, generatore di preziosa liquidità per Sony BMG come per Bertelsmann, società costituente della joint venture accanto a Sony Corporation. <br> Il gruppo tedesco, controllato a maggioranza dalla famiglia Mohn (direttamente e attraverso una fondazione), ha ottenuto risultati ancora migliori nel settore televisivo (dove il network RTL ha generato profitti per 668 milioni di euro) e in quello editoriale, grazie a best seller come “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown e l’autobiografia “My life” di Bill Clinton.