Il prossimo 8 marzo il CD compie 40 anni. Tanto è trascorso da quel giorno del 1979 quando la Philips lo presentò al mercato. Il supporto ora vive un declino che crediamo irreversibile per l'arrivo di nuovi formati come lo streaming. Un declino, come riporta l’Ansa, sancito in Italia, oltre che dai numeri, anche dall'uscita dal paniere Istat, che annovera i beni e i servizi più acquistati. Negli Stati Uniti, già lo scorso anno, venne chiusa l'ultima fabbrica che li produceva. La progettazione del Cd nella sua configurazione definitiva risale al 1979 e si deve ad una joint venture della Philips con l'azienda giapponese Sony, che già dal 1975 stava sperimentando la tecnologia per un disco ottico digitale. Un accordo tra la casa giapponese e quella olandese portò alla definizione dello standard per il compact disc, che prevedeva dischi di 12 centimetri e una risoluzione di 16 bit, e al lancio definitivo. A sancire il 'matrimonio' fu il direttore d'orchestra Herbert Von Karajan che con i Berliner Philharmoniker è protagonista del primo disco registrato con il nuovo formato, mentre il primo album pop pubblicato su questo supporto è “52nd Street” di Billy Joel. Nel 1990 il CD supera il 33 giri in vinile. Nel 2007, quando già l'mp3 è una realtà da diversi anni, si contano 200 miliardi di compact disc venduti nel mondo. L'avvento dell'mp3, di piattaforme come Napster e successivamente lo streaming determinano il declino del Compact Disc, con il 2015 che verrà ricordato come l'anno in cui i formati 'immateriali' hanno superato quelli fisici.