E’ troppo presto, persino in Inghilterra, per una classifica combinata di Cd singoli e download da Internet realmente rappresentativa dei gusti del pubblico e degli acquisti sul mercato? Così sostiene l’associazione inglese delle etichette indipendenti Aim, i cui sforzi di far slittare il debutto della nuova “chart” ufficiale, fissato per domenica 17 aprile, sono tuttavia risultati vani anche perché, forse, partiti in ritardo. Le indies inglesi, molte delle quali non hanno ancora relazioni commerciali continuative con alcuni dei “negozi” digitali inseriti nel campione, ritengono di poter essere pesantemente penalizzate da una classifica congiunta, e tramite l’organizzazione di categoria hanno presentato un esposto all’’Office of Fair Trading, l’ufficio governativo che vigila sulla concorrenza, per chiedere un rinvio della pubblicazione della chart. “Come tutti abbiamo interesse a che i dati dei download vengano inclusi nel computo delle classifiche, ma al momento la catena che deve produrre i dati non è ancora sufficientemente sviluppata. E’ come far nascere un bambino prematuro” ha sostenuto il presidente dell’Aim Alison Wenham, citando presunti errori rilevati nel sistema e il fatto che negozi importanti come iTunes hanno fornito in ritardo i primi dati di vendita infrasettimanali su cui la prima classifica congiunta è stata costruita. “Pubblicare una classifica errata avrebbe serie conseguenze commerciali per i nostri associati dal momento che orienta le playlist delle radio, la programmazione TV, la realizzazione delle compilation, le licenze internazionali e altro ancora. Con questo sistema possiamo aspettarci l’uscita di due o tre titoli indipendenti dalla Top 40, ogni settimana”. <br> L’ente preposto alle classifiche, la Official Charts Company, ha risposto di non avere ricevuto nessuna notifica dall’Office of Fair Trading e che ormai è troppo tardi per fermare la macchina. I suoi portavoce replicano di essere sicuri dell’attendibilità della classifica, “dopo 18 mesi di sviluppo e di lavoro che hanno visto sia i negozi di download che le etichette discografiche, grandi e piccole, produrre il massimo sforzo per collaborare”.