Rossano Lo Mele Scrivere di musica Minimum Fax, 160 pagine, 15 euro Ogni giorno a Rockol riceviamo in media due autocandidature di aspiranti collaboratori. Cerco per quanto possibile di rispondere a tutti; anche a quelli che, abbastanza scioccamente, mandano email uguali a tutti i giornali ai quali pensano di potersi rivolgere (ragazzi, si capisce quando una email è standard...) e anche a quelli che ci scrivono di voler collaborare con Rockit, Billboard o altre testate – avvisandoli della gaffe, che comunque è già un sintomo di scarsa attenzione. Come potete immaginare, ci arriva di tutto: gente che vorrebbe occuparsi solo di recensire musica heavy metal scandinava, gente che sostanzialmente vuole andare ai concerti gratis, gente che commette errori di ortografia anche gravi (“un’altro”, “qual’è”...). E non sapete quante volte ho desiderato di poter reindirizzare queste mail a qualcuno che potesse spiegare preventivamente, ai tanti (troppi, per questi tempi) che vorrebbero scrivere di musica, che cosa significa oggi scrivere di musica. D’ora in avanti, a quelli che scriveranno a Rockol candidandosi come collaboratori risponderò che, prima di riscriverci, dovranno aver letto – anche in ebook, costa meno di nove euro su Amazon – questo fondamentale “manuale di istruzioni”. Rossano Lo Mele, nel suo libro, parte dalla propria esperienza personale per allargare il discorso al più generale argomento dello “scrivere di musica”, e fornisce una guida pratica (per quanto intima, come spiega il sottotitolo) all’approccio al mestiere (o alla passione, o all’hobby: tanto ormai chi scrive di musica lo fa per passione o per hobby, non certo per soldi). E nel contempo traccia un panorama ampio e circostanziato della situazione delle testate musicali italiane, senza vittimismi ma anche e soprattutto senza facili promesse di gratificazioni. E’ una lettura illuminante, per l’aspirante giornalista musicale: l’autore racconta con onestà e lucidità il percorso che ha seguito lui e indica altri percorsi possibili, e lo fa con una chiarezza tanto esplicita da apparire a volte – e giustamente – quasi brusca. Ma è giusto così: non avrebbe senso indurre a coltivare illusioni che si schianterebbero contro la dura realtà dei fatti. “Scrivere di musica” dovrebbe essere adottato come libro di testo dai tanti sedicenti corsi, scuole e master che promettono di avviare alla carriera del giornalista musicale. Ma non lo faranno – altrimenti non si iscriverebbe più nessuno... Franco Zanetti