Sonos, durante una “earnings call” tenuta all’inizio della settimana, ha annunciato un aumento trasversale dei prezzi della sua intera gamma di prodotti. La colpa dell’aumento, hanno spiegato i portavoce dell’azienda di hardware musicale, è da attribuire alla crescente scarsità di chip sul mercato, un fenomeno di dimensioni globali che investe una quantità di settori. Sonos – specializzata negli smart speakers e nell’audio wireless in ogni sua manifestazione e tipologia di accessori – ne sta risentendo da mesi e ora tutti i suoi prodotti andranno soggetti a rincari varianti dai $10 ai $100. La carenza di microprocessori affonda le sue radici nella pandemia, come peraltro mostrano diverse altre dinamiche che stanno impattando sull’economia mondiale. Un fattore determinante è il cambio radicale di abitudini e di comportamenti operato dai consumatori, gran parte dei quali ha riorganizzato la propria vita professionale cominciando a lavorare da casa e assemblando delle versioni personali di ciò che era il loro ufficio: la richiesta di elettronica di consumo (dai PC alle stampanti, fino a ogni componente per le conference call e l’intrattenimento) ha determinato un’impennata nella domanda di molti componenti, resa peraltro difficile da sostenere dopo che nelle fasi acute del lockdown la produzione era stata addirittura interrotta per settimane e per mesi.