L’intelligenza artificiale ed il suo ruolo attuale e prospettico nella musica sono stati oggetto di un nostro recente approfondimento, in cui l’attenzione è stata puntata soprattutto sulle criticità insite nel copyright. Ma la scena delle startup, nel frattempo, brulica di realtà che intendono innovare in questo campo. E’ il caso di Algoriffix, che interpreta la AI come uno strumento creativo da mettere a disposizione dei musicisti, degli autori e dei produttori all’insegna del mantra: l’intelligenza artificiale come co-autore. Il software della startup funziona a partire dall’upload di un semplice assolo oppure di uno “stem” (una raccolta di tracce audio manipolabili successivamente -n.d.r.), che poi viene trattato dall’algoritmo proprietario che ne riconosce le note per raccomandare la più appropriata armonia e la metrica più adatta. Algoriffix è una startup svedese con base a Stoccolma, che parte con un modello d’impresa basato sul freemium: è previsto, infatti, un servizio gratuito per gli iscritti alla piattaforma che si limitino a caricarvi un massimo di due brani al giorno di un minuto massimo di lunghezza, al quale si aggiungono poi opzioni a pagamento. Maggiori volume e frequenza delle composizioni caricate, maggiore il prezzo, che prevede tre fasce: €6.95, €9.95, €14.95 al mese. La startup è in fase di pre-lancio e prevede di terminare una prima raccolta di fondi grazie a una campagna di crowdfunding su Kickstarter da 30.000 euro.