Dopo 32 anni di sodalizio ininterrotto (il disco di debutto del Boss, “Greetings from Asbury Park, NJ”, risale al 1973), il contratto tra Bruce Springsteen e la Columbia è scaduto con la pubblicazione di “Devils & dust”. E sembra che i manager del rocker del New Jersey, Jon Landau e Allen Grubman, stiano dando un'occhiata in giro alla caccia di eventuali controfferte nel mentre negoziano un possibile rinnovo con l’etichetta di proprietà del gruppo Sony BMG. Disponendo dell’intero e redditizio catalogo dell’artista, quest’ultima sarebbe l’unica a potersi permettere di sborsare la cifra richiesta dall’entourage di Springsteen, che le voci di mercato collocano intorno ai 50 milioni di dollari. Nel caso le parti non trovino un accordo, il gossip prevalente attribuisce le migliori probabilità di strappare un contratto a Jimmy Iovine, attuale capo della Interscope (Universal), in virtù dell’amicizia di lunga data che lo lega a Springsteen (nel 1975 fu lui a mixare e registrare, in qualità di ingegnere del suono, lo storico “Born to run”): soluzione che tuttavia, al momento, non appare troppo probabile.