Erano mesi. Dopo quelli di Dylan e di Springsteen, e in attesa di quello di Sting, pareva ormai ovvio che toccasse al catalogo di David Bowie passare di mano e la mano vincente è quella di Warner Music Group, che oggi ne annuncia l'acquisto per 250 milioni di dollari. Nel commentare l'operazione - che consente a WMG, mediante la sua società di publishing Warner Chappell, di contare sulle canzoni di 26 album in studio, uno postumo e due realizzati da Bowie con i Tin Machine - Guy Moot (co-chariman e CEO della major) ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Tutti noi in Warner Chappell siamo immensamente orgogliosi che la proprietà che gestisce il patrimonio di David Bowie ci abbia scelti come custodi di uno dei più dirompenti, influenti e duraturi cataloghi nella storia della musica. Non parliamo solo di canzoni straordinarie, ma di pietre miliari che hanno cambiato il corso della musica moderna per sempre. La visione ed il genio creativo di David Bowie lo hanno guidato a spingersi oltre, sia a livello di testi che di musica, e a scrivere canzoni che hanno sfidato le convenzioni, cambiato il dibattito e sono diventate parte dei canoni della cultura globale. La sua opera include enormi successi pop e avventure sperimentali che hanno ispirato milioni di fans e numerosissimi innovatori, non solo nella musica ma in tutte le arti, nella moda e nei media. Siamo intenzionati a occuparci di questo impareggiabile catalogo di canzoni con passione e cura, sforzandoci di edificare sull'eredità di questo straordinario essere umano". L’accordo annunciato da Warner Music oggi in merito al catalogo di David Bowie segue quello stipulato lo scorso mese di settembre - sempre dalla società guidata da Stephen Cooper e dagli eredi dell’artista - in merito alla titolarità delle incisioni dell’inventore di Ziggy Stardust. “Siamo davvero soddistatti di sapere che il catalogo musicale di David Bowie sarà ora nelle abili mani di Warner Chappell Music Publishing”, ha dichiarato per conto degli eredi di Bowie Allen Grubman: “Siamo sicuri che lo apprezzeranno e se ne prenderanno cura con quanto più rispetto possibile”. “Questo fantastico accordo con gli eredi di David Bowie apre un universo di opportunità per portare la sua musica straordinaria in nuovi luoghi dinamici”, ha dichiarato la co-chair di Warner Music Chappell Carianne Marshall: “Questo non è solo un catalogo, ma una raccolta viva e palpitante di canzoni senza tempo ancora oggi potenti e importanti come lo erano quando furono scritte. Siamo stati lieti che gli eredi dell’artista abbiano ritenuto Warner Chappell all’altezza - in termini di know-how, esperienza e risorse - di prendere le redini e continuare a promuovere un repertorio di questo livello. Siamo tutti incredibilmente entusiasti e pronti a lavorare con queste brillanti canzoni su più strade e piattaforme. E con entrambe le divisioni della WMG che ora rappresentano la carriera di Bowie, non potremmo essere preparati meglio per rappresentare questo illustre corpo di lavoro”. Del "tesoretto" di WMG a disposizione per l'acquisizione di cataloghi si era parlato molto nell'ultimo mese. Quella annunciata oggi è la terza grossa operazione a carattere editoriale di Warner, dopo l’acquisizione - stimata da Bloomberg in 400 milioni di dollari e confermata nella seconda metà dello scorso dicembre - di 300 Entertainment e il rinnovo - reso pubblico poco prima di Natale - dell’accordo con i gestori dell’eredità artistica di George Michael. Combinando le spese di acquisizione dell’etichetta fondata da Kevin Liles e Lyor Cohen e del catalogo di David Bowie in poco meno di un mese Warner Music ha investito qualcosa come 650 milioni di dollari, cifra che supera di oltre 100 milioni quella per la quale la major aveva depositato lo scorso novembre una dichiarazione di finanziamento presso la Securities and Exchange Commission di New York in vista di operazioni relative a “potenziali acquisizioni di asset legati alla musica”.